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Fin

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Sul mercato sono apparse nuove tavole wave dai nomi altisonanti come twizer o twinzer per quelle con 2 pinne , trifin o thruster per quelle con tre pinne e quadfin per quelle a 4 pinne. Vediamo continuamente foto di atleti del PWA utilizzarle facendo evoluzioni da paura,

 

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ma ne vediamo altri vincere magari il campionato rimanendo fedeli alla vecchia single fin...

 

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Bene, cerchiamo di capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle varie soluzioni. Premetto che le differenze fra queste tavole non stanno solo nel numero di pinne, pochè il numero di queste ne condiziona tutte le linee caratteristiche.

La single fin rimane la tavola più polivalente, quella che più si adatta a tutte le situazioni, ma forse anche quella che obbliga a cambiare litraggio maggiormente, ma lo capiremo nel prosieguo. La tavola con una sola pinna risulta essere un po' dura nella conduzione di curva a causa della maggior lunghezza della pinna stessa.

La caratteristica del twizer è quella di essere più agile e maneggevole e quindi di permettere bottom più stretti e radicali.

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Queste tavole risultano più reattive e peccano solo leggermente di stabilità su onde grosse, sopra l'albero. Le condizioni in cui si trovano maggiormente a proprio agio sono quelle side shore, con onde da piccole a medio-grandi, grazie alla loro dote di chiusura di curva sull'off the lip e scivolamento nel cutback.

 

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Il trifin è una esasperazione  del concetto twizer, dando ulteriore grip e reattività, soprattutto su onde medio-piccole. Per i volumi piccoli, le tre pinne solitamente sono uguali,

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mentre salendo troviamo che la pinna centrale ha una dimensione maggiore delle laterali.

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E' la tavola che più si avvicina allo stile del surf classico. Ha la possibilità di poterla utilizzare con la sola pinna centrale (adottandone una di dimesioni adeguate) ma, come prima detto, le linee sono studiate per utilizzarla con tre e quindi questa soluzione non è ottimale.

 

 

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Il quadrifin si sposa bene con volumi più importanti, rendendoli agili nonostante poppe generose. Il loro terreno ideale sono le onde medio piccole con vento leggero.

 

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Quanto detto vale solo in linea di principio, perché poi i vari brand caratterizzano le proprie produzioni con le linee della tavola, rendendole più o meno polivalenti o votate a condizioni particolari.

In generale, leggendo qua e là e dopo aver fatto qualche test personalmente, si possono sfatare alcuni preconcetti che circondano queste nuove tavole.  Si dice, infatti, che siano lente, fatichino a planare e non orzino! Beh, sotto questi aspetti, le differenze con le single fin sono davvero impercettibili, anche perché spesso dipendono di più dalle linee della tavola, che dalla presenza di una pinna in più o in meno. Altro idea che circola, è che non siano adatte ai nostri laghi; sicuramente il loro terreno ideale sono le onde, ma sul chop si comportano esattamente con i wave singlefin, e quindi ben si sposano con venti forti e che talvolta spazzano anche i laghi.

In sostanza, le nuove tavole multipinna sono più agili e più "ancorate" nella pancia dell'onda e difettando solo un po' di stabilità nelle onde molto grandi e veloci. Il risultato è che spesso è possibile utilizzare una tavola con un volume maggiore e riuscire ad essere ugualmente più radicali sull'onda, e soprattutto di riuscire a chiudere 2 o 3 bottom su onde sulle quali con il single fin non si riusciva a chiuderne nessuno. .

Ciao, alla prossima

Lucio

 

 

Riferimenti bibliografici:

articoli salvati sul mio pc dei quali non riesco a stabilire la provenienza

nel caso in cui gli autori, anche di alcune illustrazioni, ritrovino traccia di loro contenuti sarò ben lieto di aggiungerli nei riferimenti..