Supported by
Paracard 2015
 
Photogallery
 

Le precedenze

Eccomi con un nuovo articolo! Questa volta però non mi concentrerò su aspetti tecnici del nostro sport, ma sulle norme di comportamento che si devono tenere in acqua. Questo approfondimento viene doveroso alla luce degli ultimi incidenti che si sono verificati.

Cominciamo col dire che il windsurf è considerato un'imbarcazione e quindi è sottoposto alle regole generali della navigazione a vela e a quelle imposte dalle varie capitanerie di porto locali.

Per comprendere le norme è necessario introdurre alcuni concetti base ed un po' di terminologia:

·       rotta: direzione in cui si procede

·       sinistra: sinistra

·       dritta: destra

·       prua: parte anteriore dell'imbarcazione

·       poppa: parte posteriore dell'imbarcazione

·       abbordaggio: collisione

·       mure a sinistra: quando, con la schiena rivolta sopravento, si avanza con il lato sinistro del corpo verso prua

·       mure a dritta: quando, con la schiena rivolta sopravento, si avanza con il lato destro del corpo verso prua

·       pescaggio: profondità dello scafo sotto la linea di galleggiamento

Arriviamo quindi alle norme generali: l'imbarcazione a vela ha diritto di precedenza su quelle a motore tranne quando quella a vela ha rotta raggiungente (= imbarcazione che inseguendo a velocità maggiore, è in procinto di raggiungere l'atra), quando incrocia una nave che non governa o in difficoltà o unità addette al servizio di pronto soccorso, di ordine pubblico e di vigilanza o alle unità effettuanti trasporto di passeggeri, impegnate nella navigazione lungo le proprie rotte (leggi traghetti).

Quando si incontrano 2 imbarcazioni a vela, le precedenze sono:


  • Quando entrambe le barche navigano con le stesse mure, cioè ricevono il vento dallo stesso lato, la barca sopravvento deve lasciare libera la rotta a quella che è sottovento.
  • La barca A è la barca sopravvento, la barca B è quella sottovento.

 

 

precedenza1.jpg

 

 

La barca che naviga con le mure a sinistra, cioè che riceve il vento dal lato sinistro, deve lasciare libera la rotta alla barca che riceve il vento dal lato destro, cioè che naviga con le mure a dritta.

  • La barca A è la barca sopravvento, la barca B è quella sottovento.

 

 

precedenza2.jpg

 

 

 

Nel dubbio, si deve passare di poppa all'altra imbarcazione e non di prua e quando si sorpassa lo si dovrebbe fare sottovento e mantenendo la distanza di sicurezza.

Prima di effettuare un cambio di mura (virata o strambata) occorre accertarsi che la via sia libera per evitare abbordaggi.

Queste sono le regole universali della navigazione, ma non prescindono dal buon senso e da una attenta analisi della situazione! Con il windsurf meglio quindi lasciare strada alle imbarcazioni a motore dalla grossa stazza, vista la differenza di velocità e di agilità!

Nelle onde poi esistono leggi non scritte ma riconosciute in tutto il mondo!!

Facciamo prima una breve introduzione sulla terminologia del wave riding:

on-shore: letteralmente "verso la costa", significa che il vento soffia nella stessa direzione in cui si propagano le onde (come potete notare non parlo dell'angolo fra spiaggia e vento, ma fra onda e vento!!). Queste condizioni sono le più frequenti, specie in Europa, dove il moto ondoso è locale è formato dal vento stesso.

Cross-on: è la situazione limite delle condizioni on-shore, cioè quando vento e onda sono esattamente allineati e le onde sono perfettamente parallele alla spiaggia. Questa condizione non è adatta né a surfare né a saltare

Off-Shore: "verso il largo", il vento soffia in direzione opposta a quella di avanzamento delle onde. In queste condizioni le onde sono tenute "su" dal vento, per cui di solito sono ripide e lisce: non sono adatte per saltare, ma ottime per surfare.

Side-Shore: il vento soffia parallelo alla pancia dell'onda; sono le condizioni migliori per surfare e per saltare, quelle che tutti cerchiamo!

Esistono poi le condizioni intermedie che vengono chiamate side-on e side-off.

Le andature nel surfare l'onda vengono definite:

·       frontside: è la vera surfata! Si scende l'onda al lasco, rivolti verso la pancia dell'onda con la vela interposta fra noi e l'onda! Le condizioni migliori sono side-shore o meglio ancora side-off

·       backside: si esegue all'orza, scendendo la parete dell'onda di traverso-bolina con la schiena rivolta all'onda. Si esegue in condizioni on-shore, nelle quali non si riesce a raggiungere in front l'onda senza superare l'andatura di poppa.

 

Elenchiamo quindi le regole da seguire:

·       Il primo che cavalca l'onda (colui che è più vicino al picco del frangente) ha la precedenza e quindi gli altri devono lasciargli spazio

·       I surfer senza vela hanno precedenza

·       Non scavalcare un'onda da dietro a tutta velocità se non si è assolutamente sicuri che davanti non ci sia nessuno!! Da dietro è spesso difficile capire la vera altezza dell'onda e potrebbe esserci qualcuno caduto o un surfista.

·       Chi esce verso il largo ha la precedenza su chi entra surfando l'onda. In condizioni on-shore si deve lasciare posto sottovento, dove chi esce spesso scappa per non venir mangiato dall'onda in arrivo.

Finisco con una breve nota sui kite: in rete si trova di tutto, chi li inserisce fra le imbarcazioni e chi, applicando alla lettera la definizione, li esclude dalla categoria, togliendo così loro ogni diritto di precedenza! Attualmente non è stata fornita dagli organi addetti nessuna indicazione, per cui non è possibile stabilire chi abbia ragione, certo è, che la navigazione con il kite è molto pericolosa per le altre imbarcazioni. Un kite ha una zona di  pericolo con un diametro di circa 100 metri (basti pensare a quanto una raffica di vento lo può far scarrocciare ed alla lunghezza dei cavi), cosa che rende giocoforza rischiosa (per sé e per gli altri) la sua pratica in specchi d'acqua chiusi, ristretti e affollati come ad esempio i nostri laghi.