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RDM o SDM?

 

Il primo dubbio che ci assale quando dobbiamo acquistare un nuovo albero riguarda la tipologia: diametro standard o a diametro ridotto? Con le dovute semplificazioni, analizziamo matematicamente questo dilemma, mettendo in luce gli effetti dovuti alla riduzione del diametro.

 

Le sigle utilizzate sono:

RDM: reduced diameter mast

SDM: standard diameter mast

Le caratteristiche che accumulano i 2 alberi sono la lunghezza e l’IMCS (quest’ultima sigla è l’acronimo di Indexed Mast Curve System, ed indica la rigidezza esprimendola con un numero: più il numero è alto è più l’albero è rigido). Le case costruttrici si sono unificate e producono tutte alberi con la stessa coppia di valori “lunghezza-IMCS”. Questo significa che, a parità di lunghezza, la rigidità è la medesima in entrambi i tipi di albero. Quindi se prendiamo in esame uno schema statico di trave incastrata (vedi dis. 1) caricata con una forza N orizzontale in sommità, avremo la medesima freccia in entrambi i casi.

 articolo_1-rdm_sdm-1
dis. 1

 

In questo schema la sfreccia si calcola con la seguente relazione.

articolo_1-rdm_sdm-2

 

 

 

 dove L è la lunghezza dell’albero, E il modulo di Yung e J il modulo di inerzia. Per applicare questa formula dobbiamo supporre che gli alberi siano a diametro costante.

Valendo questa formula per entrambi, ed avendo lunghezza L, N e modulo di Yung (questo dipende solo dal tipo di materiale, per cui se i 2 alberi sono dello stesso materiale, E non varia) uguali, otteniamo che:

  articolo_1-rdm_sdm-3

 

 

 

 

La formula ci dice quindi che i momenti di inerzia dei 2 alberi devono essere uguali!!

Esplicitando quindi i momenti per sezioni circolari cave come quelle dei nostri alberi, abbiamo:

 

 articolo_1-rdm_sdm-4dis. 2

 

articolo_1-rdm_sdm-5

 

 

 

con d diametro interno e D diametro esterno, e quindi
 
articolo_1-rdm_sdm-6

 

 

 

Questo risultato ci dice che se riduciamo il diametro esterno dobbiamo aumentare lo spessore della parete dell’albero!!

Analizziamo ora le tensioni nei 2 tipi di alberi, che si calcolano con:
 
articolo_1-rdm_sdm-7

 

 

 

dove con  s si indica la tensione, con M il momento flettente dell’albero e con W il suo modulo di resistenza.

Il momento flettente è uguale per i 2 alberi essendo il prodotto della forza N per la lunghezza dell’albero.
 
articolo_1-rdm_sdm-8

 

 

 

Il modulo di resistenza W, invece, dipende dalla geometria della sezione e vale:

articolo_1-rdm_sdm-9

 

 

 per cui, dovendo risultare, come abbiamo verificato prima, 

articolo_1-rdm_sdm-10

 

 

 ricaviamo che le tensioni sono proporzionali al diametro esterno.
 
articolo_1-rdm_sdm-11

 

 

 Vediamo quindi cosa ci dicono questi risultati matematici: l’albero RDM deve avere uno spessore maggiore con un conseguente svantaggio in termini di peso rispetto ad un equivalente SDM, ma sarà più resistente agli urti e a carichi flessionali.

A mio avviso, vedo quindi giustificato un utilizzo degli alberi a diametro ridotto in discipline come il wave, dove la robustezza è molto importante e le sollecitazioni dovute ai salti ad alle onde sono notevoli.

Nel freestyle le sollecitazioni sono alte, ma molto importante è anche la leggerezza: la scelta dovrebbe cadere quindi sul diametro standard, ma qui interviene anche il discorso della maneggevolezza, che avvantaggia l’RDM.

Nel freeride con alberi superiori a 4,30, l’albero non è così sollecitato, percui la scelta più appropriata è sicuramente l’SDM, puntando decisamente sul contenimento del peso.

La scelta in definitiva è però molto sogettiva e dettata dall’impressione durante l’utilizzo. Cito testualemente, per esempio, lo zioRicky:” Dal mio punto di vista personale, trovo che il diametro ridotto dia una sensazione di maggiore leggerezza anche in termini assoluti, nonostante sia indubbiamente più pesante “a secco”. Io non tornerei mai indietro…”.

Il mio consiglio è sempre quello di provare l’attrezzatura di un amico prima di un qualsiasi acquisto, in modo da poter verificare i vantaggi e svantaggi delle varie soluzioni.

Sperando di avervi aiutati nella scelta del vostro nuovo albero, vi do appuntamento al prossimo approfondimento.

Ciao

Lucio