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Scopriamo la nostra tavola

Scopriamo la nostra tavola

 

 

Conoscere i dettagli della nostra tavola e capire quanto questi siano determinanti nel caratterizzare il suo comportamento, credo sia una delle cose più affascinanti per noi che pratichiamo con tanto amore questo sport (e che abbiamo un po' di passione per la tecnica....).

 

Vediamo, quindi, un po' di terminologia spiegando il significato dei vari termini per acquisire quei concetti base che ci serviranno poi per entrare nel vivo dell'argomento.

Nella tavola si definiscono:

 

outline: linea esterna

coperta: è la parte superiore (quella su cui viene messo l'antisdrucciolo)

carena (bottom): è la superficie inferiore

coperta.gif

poppa: la parte posteriore

prua: parte anteriore

rail: con questo termine si identifica il bordo laterale, quella linea che divide la carena dalla coperta

 

prua.jpg

scoop: è la parte della prua che piega verso l'alto e viene espressa in centimetri

rocker: è la curvatura della carena  nella zona della poppa e viene espressa in millimetri.

tail-kick: è un ulteriore ripiegamento della poppa verso l'alto

nose-kick: è un ripiegamento verso l'alto nei primi centimetri della prua

 

nose1.jpg

  

Diamo ora alcuni principi base per comprendere poi meglio l'influenza delle varie geometrie.

La facilità nell'entrata in planata dipende principalmente dalla superficie bagnata: maggiore è quest'ultima e più favorito è l'inizio della planata. La velocità invece è condizionata dalla turbolenza nella scia lasciata dalla tavola. Per essere veloce una tavola deve creare la minor turbolenza possibile e questo si verifica quando i rail sono molto diritti ed affilati; in questo modo, le linee laterali e di carena tendono a "chiudere" il flusso d'acqua che viene spostato dalla parte bagnata della tavola, nel modo più graduale possibile. L'agilità della tavola non dipende da singoli aspetti, ma è determinata dalla presenza combinata di diversi fattori.

Analizziamo nel dettaglio le varie parti e vediamo come queste influenzino il comportamento finale.

 

Outline

Nel considerare l'outline, è importante determinare la distanza dalla poppa del punto in cui la tavola raggiunge la larghezza massima; se questa è ridotta la tavola risulta molto facile nel controllo ad inizio planata ma sarà difficile da gestire in condizioni di vento forte.

Un outline abbastanza diritto facilita il controllo nell'andatura al traverso e rende la tavola più veloce.

Anche la dimensione stessa della larghezza è molto importante: una tavola stretta risulta più agile in quanto è più facile da inclinare e quindi da far girare, ma planerà con più difficoltà in quanto ha minore superficie bagnata. Una tavola corta, invece, risulterà più agile con vento leggero e tenderà a "prendere meno aria" con vento forte, ma soffrirà maggiormente in bolina ed in inizio planata (minor superficie bagnata), mentre una tavola lunga risulterà più boliniera e, grazie alla sua maggior superficie bagnata, partirà più velocemente in planata.

 

Una tavola con molto volume a prua sarà una tavola facilitata nella partenza in planata e nei buchi di vento ma non eccellerà sicuramente in velocità. Al contrario, una tavola con molto volume a poppa e poco a prua, sarà molto veloce ma difficile da governare e far partire in planata.

Una tavola con volume ben bilanciato sui tre punti sarà una tavola neutra ben adattabile alle varie situazioni.

 

La poppa riveste un ruolo fondamentale; essa ha, infatti, il compito di creare la necessaria portanza per sostenere la tavola in planata, ma deve sottostare anche alle leggi dell'idrodinamica. Infatti l'acqua che viene spostata dalla carena deve essere accompagnata oltre la poppa creando la minor turbolenza possibile, per non penalizzare la velocità e la direzionalità.

A seconda dei vari utilizzi delle tavole, si sono sviluppati varie tipologie di poppe: le più diffuse sono le pintail e pintail arrotondata che, grazie alla loro armonia, sono le forme più polivalenti. Vengono utilizzate sulle tavole wave, freestylewave e freeride in quanto permettono buone velocità (accompagnando bene il flusso d'acqua) e garantisco una buona agilità della tavola. Il poco volume offerto in assetto di planata, contribuisce a rendere ottimo il controllo alle forti velocità. Le versioni dalle linee più "tirate" peccano in inizio planata.

 

pintail.gif

 

 

Le tavole un po' più voluminose adottano poppe tonde (round tail), particolarmente indicate con condizioni di vento leggero e quando sono richieste doti di partenza in planata. La grande superficie bagnata agevola, infatti, queste caratteristiche, penalizzando la velocità e la capacità di assorbire gli scuotimenti dei chop e delle onde.

 

round_tail.png

 

Le diamond tail costituiscono una evoluzione velocistica delle round tail, in quanto, i lati tagliati a diamante ed il terminale a punta, aiutano a recuperare doti di idrodinamicità, risultando pertanto più veloci e più propense alle manovre.

 

diamond.jpg

 

I freeride ed i formula utilizzano poppe quadre a livello della coperta che garantiscono una grande superficie bagnata ad inizio planata mentre la carena presenta una restrizione a scalino, con lo scopo di conferire doti di velocità alla tavola, riducendo in planata la superficie bagnata e arretrando quanto più possibile la pinna per evitare turbolenze nella scia e spin-out.

 

Per sopperire alla mancanza di volume e sostentamento è stata creata una variante allargata della Pin Tail che viene chiamata Square Tail. Viene utilizzata nelle tavole Wave e Freestyle ad orientamento Low-Wind, quando serve un aiuto per superare i buchi di vento, per partire facilmente in planata e quando non contano le doti velocistiche.

 

f2.jpg

 

L'evoluzione di quest'ultima sono le poppe  Fish Tail, dove i terminali presentano una forma a coda di pesce  che le rendono più idrodinamiche ed agili.

 

fish tail.jpg

 

Esistono poi moltissime varianti e, specialmente nelle tavole da freestyle, si vedono disegni particolari volti a facilitare l'esecuzione di talune manovre. In questa disciplina è diffusa la presenza di una poppa caratterizzata da due profili diversi, uno stretto e rastremato nella parte inferiore, ed uno più largo raccordato nella parte superiore. Questo al fine di conferire doti di velocità ed agilità in planata, galleggiabilità durante le manovre e facilità di inizio planata.

 

Lo scoop-rocker è la curvatura della linea che va da poppa a prua individuata dal piano di simmetria longitudinale della  tavola con la carena (andamento in centrotavola della linea d'acqua).

Uno scoop elevato rende la tavola difficile da controllare in presenza di vento forte, in quanto quest'ultimo tende ad infilarsi fra la tavola ed il pelo d'acqua sollevandola, ma evita che la tavola si ingavoni (cioè che la prua si infili nell'acqua). Un rocker ridotto rende la tavola veloce e conferisce ottime capacità di bolina, mentre un rocker elevato permette alla tavola di stare più bassa sull'acqua e quindi la rende più controllabile con vento forte (non riesce ad infilarsi fra acqua e carena) e più agile.

Nei wave lo scoop-rocker non è piatto nemmeno nella zona centrale della tavola e spesso anche la prua presenta un'ulteriore curvatura verso l'alto per evitare di impattare nelle onde, che viene chiamata nose-kick.

Esiste anche il tail-kick che un ripiegamento verso l'alto dei primi centimetri della poppa che si riscontra su alcune tavole wave e freestyle-wave.

 

Il rail è la forma dei bordi della tavola e si guarda dal punto più largo prima verso la carena e poi verso la coperta (linea intersezione di un piano trasversale-verticale con la linea della tavola). Il bordo rimboccato (tucket-under-edge) è il rail dal punto di massima larghezza della tavola alla poppa; nelle tavole race questo è molto corto se non nullo ed i rails sono molto affilati ed affusolati nell'incontro con la carena al fine di rendere la tavola adatta al raggiungimento di velocità elevate.

Una tavola con un rimbocco elevato sarà, invece, più veloce e più facile nel rispondere in curva, con una minor tendenza ad autoradrizzarsi, generando però maggiori turbolenze ed instabilità alle alte velocità.

Un rail grosso rende la tavola più facile, ma ne penalizza la tenuta in curva, mentre un rail sottile a centro tavola la rende instabile; la tendenza è, quindi, di realizzare un rail grosso a centrotavola che si assottiglia molto verso poppa.

 

Veniamo quindi ad analizzare la forma trasversale della carena: le più semplici sono costituite dal bottom piatto ed a V; quest'ultimo rende la tavola manovrabile, confortevole e di facile controllo. La versione a V si è poi evoluta nella variante biconcava (forma a rondine), caratterizzata da linea centrale molto affilata che, tagliando nettamente la linea d'acqua, rende la tavola poco nervosa, stabile ed aiuta l'inizio planata.

Altri disegni sono quello concavo, triconcavo, monoconcavo ed a scalini, quest'ultimo utilizzato soprattutto nelle tavole race. Le linee triconcave ed a scalini perdonano maggiormente gli errori del surfista.

 

Come si può capire, ogni singolo centimetro quadro della nostra tavola ha una forma ben precisa, modellata per conferire questa o quella caratteristica a seconda dello scopo per cui è stata pensata. Il lavoro dello shaper è ancora di tipo sperimentale e quindi tutto è demandato alla sua genialità, alle sue intuizioni! Considerare contemporaneamente tutti questi aspetti non è facile e soprattutto è stato ancora più difficile in questi ultimi anni dove la tavole si sono modificate radicalmente nelle misure e nelle forme.

 

Mi auguro di avervi fornito qualche strumento in più per valutare con maggior consapevolezza quale tipo di tavola può fare al caso nostro oppure semplicemente per poter guardare la nostra tavola con un occhio più attento e sensibile a certi dettagli.

Buon vento a tutti!

 

Lucio buono

 

Riferimenti bibliografici:

http://www.surftribe.it

Funboard

altri articoli salvati sul mio pc dei quali non riesco a stabilire la provenienza

nel caso in cui gli autori, anche di alcune illustrazioni, ritrovino traccia di loro contenuti sarò ben lieto di aggiungerli nei riferimenti..