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Vieni a surfare anche tu che hai gia' perso troppo tempo!

- Tel’chi el mè amis Surfista … va che roba là in acqua , piena di vele colorate che sguren nel vent: bello spettacolo. Deve essere divertente però, eh …?

 

- Ti assicuro, è molto più che divertente. E’ spettacolare, fantastico : emozione pura. Difficile spiegarlo a parole…

- Prova a farmi capire. .. Ma vai veloce o no , con il windsurf?

- Beh, dipende dall’intensità del vento. Quando soffia forte, raggiungi davvero velocità da batticuore e avverti scariche di adrenalina che non immagini nemmeno. Scivoli veloce sull’acqua, ti sembra quasi di volare. E quando fai qualche salto “voli” davvero! Stai in aria pochi istanti, ma ti sembrano una vita…

- Velocità… volare nel vento… Ma è come quando si tirano le marce in auto o a quando si fa una bella discesa in bici o sugli sci?

- Mah . forse è più simile alla bike e allo sci. Quando sei lanciato in un bel bordo a “manetta”, tavola e vela sono come una bici: ti senti in controllo della tua attrezzatura, ma da un momento all’altro rischi di “esplodere” se davvero tiri al massimo o al limite (e soprattutto oltre il limite…). Anche il contatto diretto con gli elementi (acqua- terra/neve) è molto simile in quanto a sensazioni. Penso che sia soprattutto questo ciò che manca quando premi l’acceleratore di un auto, perché l’abitacolo in un certo senso ti “isola” dalla realtà esterna.

- Ma si riesce a spingere il wind surf come si fa in bici quando spingi forte sui pedali e senti che vai , vai sempre di più , sempre più in forma ?

- Certo che riesci ! Chiudi la vela con tutta la forza che hai e scarichi la potenza del vento sulla tavola: voli letteralmente... se invece cominci ad avere un po’ di timore, apri un po’ la vela, la spinta del vento diminuisce e tu rallenti. Un po’ come frenare…

- Che sensazioni provi quando sei in piena velocità?

- Le sensazioni sono diverse. La velocità ti procura palpitazione, paura, fremito, godimento. La padronanza dell’attrezzatura ti dà consapevolezza, senso di controllo e dominio degli elementi. Anche se questi spesso riprendono il sopravvento e ti fanno capire che le forze della natura vanno sempre temute e rispettate. Ma nel windsurf le emozioni non vengono solo dalla velocità. Anche le diverse manovre sono fonte di grande appagamento. Quando “pennelli” una strambata, sentendo la tavola, “mordere” l’acqua e poi scivolare via veloce, provi sensazioni intensissime. Così come quando riesci a “chiudere” qualche trick di freestyle. Sono quelle manovre in cui, in un istante, il surfista salta, si avvita, si flette compiendo con tavola e vela evoluzioni inimmaginabili, con una velocità tale che il tuo occhio fatica a rendersi conto di ciò che ha visto. Cose da veri “manici”, non alla portata di tutti … non parliamo poi di quando si salta o si “surfa” un’onda. Mentre salti ti sembra letteralmente di volare. Rimani sospeso in aria, leggero. Il peso del tuo corpo improvvisamente svanisce … istanti che durano una vita e che ti rimangono impressi nel cuore e nella mente. Così come quando “cavalchi” le onde, scivolando su e giù , in un gioco in cui tutti e due si è protagonisti … l’onda è “viva”, si forma, si modifica, frange … e tu dietro, che la assecondi e la sfidi in una specie di “rimpiattino” in cui a turno ci si cerca, ci si rincorre, si scappa…

- e l’aria sulla pelle …?

- Senti anche quella ... fa parte di quel contato diretto con la natura di cui ti parlavo prima. Quando surfi avverti l’aria che scivola sulla tua pelle, l’acqua che schizza sul tuo corpo, il sole che ti riscalda … una simbiosi con la natura. … in questi momenti provi una sensazione di libertà assoluta, di pace totale e la tua mente si svuota da ogni tipo di affanno e ritrova la serenità...

- libero di andare a cercare la felicità , insomma …

- Sì , libero di volerla e di provarla . Sotto questo profilo il windsurf ha un aspetto che non da tutti è colto o apprezzato : andare a surfare è un “rito”. Esso inizia quando ti svegli la mattina, prendi la tua auto e parti alla volta dello spot. La tua mente comincia ad assaporare il piacere di quello che ti aspetta. Cominci a “sentire” di essere già in acqua a giocare con il vento ed è una sensazione bellissima. La stessa che continui a vivere quando esci dall’acqua e, con calma, disarmi e riponi l’attrezzatura. E dopo ti fermi ancora un po’ in riva al lago, ti distendi sul prato a rilassarti e a goderti, magari in solitudine, il meraviglioso spettacolo che ti si para davanti. Il sole che tramonta dietro le cime delle montagne, con le nuvole in un cielo terso che si ammantano di colori straordinari. Cosa si può desiderare di più dalla vita? Lì, seduto, respiri il vento mentre la tua anima cerca di assaporare fino in fondo tutte le sensazioni che ti attraversano… C’è una bella differenza tra una giornata così e la semplice “toccata e fuga” a cui purtroppo spesso siamo costretti…

- Impeto del vento , la tumultuosità delle onde , strenua ricerca della libertà … Per praticare il windsurf occorre forza, coraggio, agilità…

- Non così come credi… Certo per affrontare condizioni “hard” se non proibitive (vento molto forte, onde alte e frangenti..), oltre ad una tecnica all’altezza è indispensabile il supporto di una certa dose di coraggio (se non di (in)sana incoscienza..) nonchè il sostegno di un fisico integro e robusto. Ma per divertirsi raggiungendo un livello tecnico più che dignitoso è necessaria soprattutto una grande caparbietà. Perché, soprattutto all’inizio, le difficoltà sono molte, la fatica è tanta (su e giù dalla tavola, recuperando una vela ad ogni tentativo più pesante) mentre le soddisfazioni all’opposto molto scarse. Ma come in tutte le cose della vita, e nello sport in particolare, i risultati si conseguono col sacrificio. Non arrenderti, persevera, non lasciarti abbattere dai primi insuccessi e vedrai che in breve ti si aprirà un mondo fantastico da cui non vorrai più uscire…

- Il vento è il vostro “motore”… quando non ce n’è deve essere frustrante…

- Beh, di sicuro non è molto gradevole arrivare nel posto prescelto e non trovare vento. Soprattutto se consideri che normalmente hai percorso molti chilometri e in molti casi ti sei alzato presto (all’alba, se non prima…). Ma se vai un po’ più in profondità io lo trovo un altro aspetto affascinante di questo sport … , pensa, ti svegli e ti alzi (non necessariamente in quest’ordine ;-) ) … poi prendi la tua auto già carica di tavole, vele e tanti sogni e parti … come un novello cercatore d’oro in una sorta di viaggio verso la speranza, verso una felicità che ti aspetta per colmarti di gioia ed emozioni , ma che spesso invece, dispettosa, si fa negare, lasciandoti deluso Ma questo viaggio alla ricerca della sensazione pura merita sempre di essere intrapreso, perché, se anche ti dovesse andare male col vento, ti ritroverai comunque in mezzo ai tuoi amici. Persone appassionate di windsurf come te e che con te condividono la stessa incontenibile, irrefrenabile, travolgente passione per il vento. Stando insieme a loro vivi momenti di grande coinvolgimento, di divertimento puro, di spensieratezza totale. Perciò magari puoi fare 500 chilometri a vuoto, ma la cosa non ti sarà di peso perché ti renderai conto di aver passato momenti, ore, giornate in compagnia di persone a te care … e questo è qualcosa che non ha prezzo…

- Riassumo un po’ perché ne hai dette tante di cose , surfista che riposa 2 minuti : forza, abilità, coraggio, voglia di libertà, e ora anche una sorta di innato “misticismo”… Non ti sembra di esagerare? Mica siete degli “eletti” voi surfisti…

- No, no! Ci mancherebbe! Anche se a volte capita che qualcuno si ritenga tale, magari perché per lui il windsurf diventa più che una ragione di vita, diventa la vita stessa. E in funzione di esso compie scelte radicali. Lascia tutto, si trasferisce nei “paradisi del windsurf” e là vive una vita di totale dedizione alla tavola e alla vela. In realtà la vera condizione del surfista è molto meno esotica ed affascinante di quanto ritenga l’immaginario collettivo. Il windsurfista è una persona normale, beh , non proprio del tutto normale, viste le varie “vessazioni” che è felice di accettare per i capricci del vento: sveglia alle 5 il sabato e la domenica; necessità di far ricorso a complessi e delicati equilibrismi diplomatici per “tenere buone” fidanzate, mogli ed eventuale figliolanza; spiccata propensione all’assideramento per l’incapacità di dire “basta” nelle stagioni in cui neve e ghiaccio ricoprono normalmente i tetti delle nostre case; ecc.ecc… Ma a parte queste “trascurabili deformazioni”, il windsurfista è un individuo assolutamente comune, con tutti i problemi e le situazioni tipiche di una persona normale: un lavoro che porta via sempre troppo tempo (al surf naturalmente..), una moglie/fidanzata (quasi) sempre troppo esigente e più propensa ad utilizzare il sabato e la domenica per lo shopping piuttosto che per rimanere in spiaggia o in riva al lago a prendersi tutto quel vento “fastidioso”, un conto in banca sempre troppo “asciutto” per le sue aspirazioni a mantenere costantemente aggiornata la propria attrezzatura. Inoltre, a parte rare eccezioni, il fisico non assomiglia propriamente a quello “scultoreo” e “californiano” dei protagonisti delle riviste patinate, ma al contrario “pancette” e un diradamento più o meno accentuato in testa sono spesso suoi tratti peculiari. Insomma, c’è proprio poco di “eletto” in tutto questo. Ed è un bene, perché noi non aspiriamo ad essere una “casta”, non siamo né vogliamo sentirci superiori a nessuno. Ma abbiamo una passione, la vogliamo coltivare e per essa siamo disposti davvero anche a tanti sacrifici, che a molti possono apparire senza senso. In questo forse sì che siamo un po’ “speciali”…

- Dov’ero rimasto , allora ? Misticismo ??! E poi ancora , immersione totale nella natura, tu e il tuo silenzio, scivolare via veloce e leggero sull’acqua, sole e schizzi di gocce sulla pelle, amicizia, passione … si, sì ,mi sa che non deve essere male …quasi quasi domani vado a comprare una tavola …