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Jericoacoara 09

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Il paese dei balocchi

Difficile dimenticare le prime emozioni che l'arrivo a Jericoacoara ci ha regalato; sono le 9 di sera e siamo in viaggio da quasi 24 ore quando finalmente scendiamo dalla Jeep ritrovandoci catapultati in uno scenario magico; un vento caldo scuote le palme, accattivante musica brasiliana si diffonde dai vicini locali e copre solo in parte il suono delle onde che si srotolano lunghe e regolari nella baia, le strade sono interamente di sabbia.

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In un attimo, come per incanto, la stanchezza del viaggio massacrante e lo stress degli ultimi giorni italiani precedenti la partenza sono solo uno sbiadito ricordo. Un ottimo filetto  gustato in un ristorantino e una breve passeggiata in spiaggia per prendere un primo contatto con lo spot fanno il resto.

Ad accoglierci troviamo Claudio, il titolare della pousada http://www.casalice.com/ nonché ottimo surfista, il quale con un accattivante sorriso ci fa sentire subito a casa. La pousada è semplice e carina situata in un'ottima posizione e molto accogliente.

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Nel giardino e nel bar sono disseminate le comode amache brasiliane nelle quali rilassarsi dopo intere giornate passate in acqua. "Relax" è la parola d'ordine di Jeri e la Pousada Casa Alice incarna perfettamente tale spirito. Il bar è in comune con la pousada di Maurizio Gusella, altro forte surfista italiano trapiantato, ed è teatro di ottimi aperitivi serali ritrovo per tutti i surfisti della zona. Jeri è frequentata da molti "pro" che vengono qui ad allenarsi contando sulla certezza delle condizioni di vento e mare, e da fortissimi giovani atleti del posto. Tra l'altro proprio a Jeri in quei giorni abbiamo avuto l'occasione di assistere alla presentazione in anteprima del nuovo video di Andrè Paskoski: "Four Dimension" che è veramente splendido, con riprese eccezionali e manovre al limite dell'impossibile.

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Il primo impatto con lo spot è stato altrettanto emozionante; fin dal primo mattino onde lunghe, lisce e regolari riempiono la baia pettinate da un caldo vento side off. Rubando una definizione da un articolo di qualche anno fa è l'immagine di "un sogno liquido". Al mattino il vento è più leggero e le onde sono più piccole mentre nel corso della giornata il vento aumenta fino a stabilizzarsi intorno ai 30 nodi e le onde crescono al variare della marea. Nonostante ciò, ancora influenzati dal vento a termine delle nostre solite uscite, alla prima raffica planabile ci buttiamo in acqua con la bava alla bocca. Lottiamo con le nuove condizioni per quasi quattro ore poi le forze ci abbandonano proprio quando le condizioni sarebbero al top. Usciamo a malincuore ma comunque dopo una splendida surfata con la 4.7 e due metri di onda side!! Il bello è che queste condizioni ci sono tutti i giorni per circa otto mesi l'anno (da Giugno a Gennaio). Tutti i giorni significa proprio tutti; nelle giornate scarse si plana con la 5.8!!!

 

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Lo spot è veramente divertente in quanto, pur essendoci condizioni impegnative, non è assolutamente pericoloso il che permette a chiunque di poter provare a raggiungere i propri limiti senza rischiare di dover rinnovare l'attrezzatura dopo ogni errore. Le onde infatti, anche nelle giornate più grosse, sono lente e regolari e non chiudono, inoltre il fondale è sabbioso e si tocca quasi dappertutto. Il vento side abbastanza forte consente di saltare, surfare o scappare a seconda del proprio livello.  All'inizio, per poter arrivare sulle onde sopravento e riuscire a fare qualche surfata, è necessario imparare a conoscere lo spot per riuscire a bolinare senza perdere vento a causa della forte corrente. L'unico aspetto negativo è infatti il sovraffollamento nella zona dei frangenti per cui se non si riesce ad entrare da sopravento è difficile trovare un'onda libera. In realtà molti se ne fregano delle precedenze e capita spesso che dopo esserti curato l'onda per diverso tempo in attesa di poterla surfare arriva il pirla di turno che ti passa sottovento e te la ruba, oppure il fenomeno che riuscendo a stringere una bolina impossibile ha diritto di precedenza. Comunque basta avere un po' di pazienza, visto che il vento e le onde ci accompagnano tutto il giorno tutti i giorni, e c'è spazio per tutti.

Come detto il mattino il vento è un po' meno forte e le onde sono un po' più piccole poi con l'entrata del termico il vento gira leggermente ed aumenta mentre la zona delle onde si sposta man mano che la marea sale. Per quanto riguarda il vento poi ci sono zone d'ombra in corrispondenza del paese e di alcune costruzioni per cui è importante individuarle da subito per poterle passare in tranquillità.

A poche centinaia di metri ci sono altri spot raggiungibili in windsurf: con un lascone o, come si dice là, con un bordo downwind, si arriva alla duna dove il vento, side off, è ancora più forte e c'è molta meno gente. Il problema è risalire perché bisogna fare una lunga bolina con ampi tratti nei quali non si plana. Sopravento invece si trova lo spot della Mallada con belle onde ma col vento un po' più on shore e qualche scoglio.

In otto giorni siamo usciti ovviamente otto volte; la vela più grande è stata la 5.0 e la tavola più usata il 90 litri. Abbiamo noleggiato al Club Ventos che è situato nella posizione migliore; il centro è molto bello e ben organizzato, purtroppo però l'attrezzatura è veramente scadente, molto pesante e rovinata, inoltre il prezzo del noleggio è europeo per cui, potendo, penso convenga portarsi la propria attrezzatura. Ci sono comunque anche altri centri noleggio in zona.

Abbiamo volato con Air Italy da Milano a Fortaleza; dall'Italia si può anche andare con la Livingstone (credo l'attrezzatura sia gratis) o con la TAP.

Nell'organizzazione del viaggio ci siamo appoggiati all'agenzia My Sun Sea di Bologna (http://www.mysunsea.net/ ) che ci ha ottimamente assistito e consigliato curando ogni aspetto del viaggio con serietà e precisione. Un particolare ringraziamento a Claudio di Casa Alice per l'amicizia e l'accoglienza offerta.

E' stato molto bello condividere questa esperienza con gli amici della Vallugola Giorgigno, Gigigno, Giangi e GianMaui, con Andrea dei Parassiti e con gli amici Kiter Gianluca, Claudio, Enzo ed Ivan anche se questi ultimi dopo pochi giorni sono emigrati a Paracurù.

Anche se sarebbe bello poter restare in un posto del genere più a lungo ci sono cose che rendono assai piacevole il ritorno a casa .

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                                                                             By Giovanni
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