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Sardegna 2009

 

Sardegna 2009...  into the wild

By Hookipa

 

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ANDATA

Lo stereo della macchina ormai ha fatto il giro dell'Ipod...sono tante tre ore di musica. Ho cantato tutto Battisti, Madonna, tutti i Red hot...sono arrivata a cantare anche Anna Oxa e Patty Pravo, prima di decidere di fermarmi in autogrill per una sosta. Il viaggio poi prosegue in silenzio, piede sinistro sul  cruscotto, finestrino giù per tenermi sveglia, svaccamento generale e l'autostrada che scorre veloce portandomi finalmente via da tutto quello che cominciava a starmi stretto.

Il programma è semplice: non c'è. Di fissato c'è solo il traghetto da Livorno a Olbia, viaggio in notturna, passaggio a ponte, 70 euro andata e ritorno. Tutto il resto lo deciderà il vento. L'idea comunque è di spendere pressoché ... .nulla. E soprattutto è di non avere vincoli, appuntamenti, orari, ecc. Quindi l'ideale è dormire in macchina spostandosi rapidamente in base alle previsioni meteo-vento. Sarebbe bello riuscire a stare in solitaria per la maggior parte del tempo in modo da fare un po' di pulizia, di disintossicazione dalle mie dipendenze, di distacco totale dalla realtà quotidiana, di cui non sono sempre contenta ultimamente. Ma la vedo dura visto che in queste settimane tra la fine di maggio e il ponte del 2 giugno molti conoscenti e amici hanno la mia stessa idea di fare ferie sarde.

Preparare e caricare la Micra è stato impegnativo in mattinata prima di partire. Camperizzare una citycar non è semplice, soprattutto se l'obiettivo è renderla adatta per 12 giorni di vita campestre. Ma alla fine la soddisfazione di essere riuscita a farci stare tutto in ordine è stata tanta. Ho dovuto lasciare a casa solo il Nesquick e le patatine, perché proprio non entravano nella scatola dispensa e non volevo avere cose che rotolassero in giro. L'organizzazione è semplice: il baule è diviso nella sezione surf e nell'angolo guardaroba. Dietro il sedile passeggero c'è la cucina con fornellino a gas e stoviglie. Dietro quello del guidatore c'è la dispensa con la borsa frigo. Sotto il sedile passeggero davanti si trovano le scarpe, il pallone da football e i cereali per la colazione. La camera da letto è il mio materasso arrotolato sul sedile dietro. Le bottiglie di acqua sono disperse in ogni anfratto della macchina, tra i sedili, negli angoli del baule, tanto che se mi tamponassero, si vedrebbe una bolla di acqua esplodere attorno alla macchina! 4 vele, un boma e due alberi sul sedile passeggero, tavola sul tetto, corde elastiche per stendere il bucato al baule, stucco per eventuali danni alla tavola, tavola da surf da onda (entrata in acqua finora solo tre volte!), vestiti per ogni occasione, scarpe da ginnastica per eventuale jogging session in caso di cippa. C'è tutto! Perfect! Non è tutto facilmente raggiungibile..i biscotti infatti per essere estratti da sotto il sedile, dovranno essere sbriciolati, ma in compenso armare il rig e dormire saranno le cose più immediate.

NOTTURNA IN TRAGHETTO

A Livorno trovo Marco (Osso, per i Parassiti....per me semplicemente Ox) pronto a imbarcarsi sul mio traghetto. Nell'attesa, ceniamo assieme in spiaggia sugli sdrai. Sulla Moby lui sale per primo e prenota uno splendido divanetto nella sala grande con i maxi schermi. Sono così stanca per la smacchinata che mi fiondo sul divano sotto allo schermo, sacco a pelo, tappi per le orecchie, mascherina oscurante..evvia! Il povero Osso purtroppo si ritrova una compagna di viaggio poco disponibile al dialogo. Mi sveglia alle 7:15...siamo arrivati! Ho dormito da Dio, anche al pensiero che forse sarebbe stata l'ultima notte in cui poter distendere completamente le gambe....la Micra mi attendeva!

 

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WINDSURF

Chi è stato a surfare in Sardegna non ha bisogno dei miei racconti. Qualcuno la ricorda per gli spot freestyle come Coluccia e Sant'Antioco, altri (la maggior parte) per gli spot wave (Ciaccia, Cala Pischina, ecc.).

 

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Io non ho esperienza di waveriding e cominciare a farmela in Sardegna sarebbe stato bello, ma mi hanno sconsigliato di iniziare proprio da qua visto che in tutti gli spot ci sono rocce e scogli e non è facile uscire e rientrare. Ho seguito le previsioni prima di partire e appena arrivata ho chiesto ai locals. In questo modo sono sempre stata aggiornata per tempo sugli spostamenti d'aria e i cambi di direzione del vento in modo da esserci. Complessivamente su 12 giorni ne ho beccati 8 ventosi; 2 a Murta Maria, 1 a Porto Pollo e 5 a Coluccia. Diciamo che posso ritenermi soddisfatta. L'ultima volta che sono stata in Sardegna, su una settimana sono uscita 3 volte... Vai a casa con l'amaro in bocca.

 

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Se porto via qualcosa dal windsurf fatto in sarda, è la sensazione di correre sul filo dell'acqua blu piatta come una tavola da biliardo. Se chiudo gli occhi sento ancora la sensazione del mio corpo teso e proiettato in fuori e in avanti, appesa al trapezio...e rivedo le immagini come in un film senza sonoro, i riflessi della luce contro la vela, gli occhi socchiusi per il riverbero del mare...i capelli bagnati. Senza vestiti, senza schemi, solo me stessa, senza identità, che scorro veloce dentro la raffica...e non pensi a nulla, sei assorto nel movimento e nelle sensazioni. Dimentichi. Vivi quel solo momento.

 

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L'uscita più bella? Beh, del windsurf mi piace anche lo stile di vita, l'effetto tribù, gli amici, ma se dovessi rivivere un solo momento surfistico, sceglierei quell'ora di windsurf, quasi in solitaria, al tramonto a Coluccia. Dopo aver atteso invano lo scirocco giù a Murta Maria, sono andata dove sapevo l'indomani sarebbe entrato il ponente. Ma alle 18:30 il vento dell'ovest era già a Coluccia che mi aspettava, disteso da 4.7 che livellava tutta la baia. Era il mio ritorno in quello spot dopo due anni. In acqua eravamo in 3...ero come un delfino che salutava il sole.

SURF

Del surf da onda so solo una cosa: quando riesci a salire in piedi sull'onda, guardi giù la rampa che si distende e senti di essere in equilibrio sul respiro del mare...un respiro potente. Sotto i piedi hai l'energia che ti spinge....poi ho piegato le spalle per cercare di impostare una curva in front e sono caduta....non so altro del surf. Ho fatto quattro uscite in vita mia e per me rimane una grande impresa più che una passione. La mia tavola, una BIC mini malibu 7´3", ha visto l'acqua 3 volte e della paraffina non c'era più alcuna traccia all'arrivo a Rena Majore quest'anno.

 

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Dopo il ponente che ha fatto gonfiare il mare a ovest, in quei giorni è arrivato il grecale che si è messo a creare onde spazzolate.  Delle mie esperienze precedenti in surf, ricordo il contatto diretto con l'acqua, quell'esserne immersi che forse nel windsurf manca. Arrivare nuotando come una belva, fuori allenamento, in un punto in cui pensi possa andar bene, girarsi, scegliere l'onda sbagliata per 10 volte almeno prima di beccare quella che ha la forza di farti sentire una piuma. Poi nuotare forte e velocemente per poterci salire su...e perderla! Riattenderla...prima con il nervoso, poi sempre con più calma...fino ad arrivare a rispettarla. E allora la comprendi meglio e ti ripaga. Poi ricordo il continuo rotolare aggrappata alla tavola dentro la schiuma, fino a perdere l'orientamento e non riconoscere più dove stia la superficie dell'acqua. E fuori ancora....di nuovo....fino a farsi venire addominali dolenti e spalle da muratore. Questa è ovviamente la mia esperienza amatoriale da incompetente. Mi hanno regalato la tavola dicendomi "secondo me, per come sei fatta, ti piacerà più del windsurf"... le prime sensazioni si....mi hanno stregata, ma non so ancora surfare, quindi non so. Di certo il surf mi ha insegnato molto.

A Rena Majore quella sera, in questa mia vacanza sarda, ho deciso di mettermi a giocare nella schiuma con la tavola provando ad affrontare qualche ondina  vicina al bagnasciuga... Tanto non c'erano le condizioni per me. Fuori i locals cercavano le onde tubanti davanti agli scogli.

 

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Il mio amico local surfista mi da le istruzioni illustrandomi lo spot...è semplice: stai laggiù, non andare lì che c'è la corrente del canale di uscita che ti porta sugli scogli.

 

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Tranquilla, prendo un paio di ondine, rotolo, frullo per un po', mi rimetto a nuotare....senza rendermi conto che i frulloni mi avevano spostata dalla mia quiet zone. Il mare sotto di me scivolava indietro. Nessuna bracciata mi spostava da dove il mare voleva portarmi. Impotenza totale. Ero finita nel canale d'uscita. Ho alzato una mano per dare un segno di pericolo a Ox e gli altri in spiaggia e poi ho sentito subito il mare gonfiarsi sotto la tavola. Mi stavo preparando all'impatto contro la roccia...Non erano onde violente però, ma mi schiacciavano contro gli scogli e poi mi risucchiavano sott'acqua, per poi rialzarmi in alto.....e giù.....bammm..di nuovo! Ad ogni impatto non sentivo male, ma cercavo di rimanere attaccata alla roccia scivolosa puntando le unghie come un gatto sullo specchio. Poi mi ritrovavo a scivolare sott'acqua tra le insenature con i piedi che ogni volta potevano rimanere incastrati e trattenermi giù. La tavola volteggiava sopra la mia testa pericolosamente. Quando sono riuscita a riprenderla, l'ho usata come scudo per proteggermi dall'impatto con la roccia. Sono arrivata tra rocce meno battute dal mare e mi sono arrampicata al sicuro passando la tavola a chi da sopra mi aspettava con un cazziatone da paura.

 

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Mi hanno chiesto se ero spaventata, se ho avuto paura. In realtà non ricordo la paura....ero abbastanza calma e soprattutto stupita. Ricordo di aver pensato con un po' di ironia: "Ma guarda te in che modo sto per morire! Chi l'avrebbe mai detto!?". Me la sono cavata con un ginocchio viola, un po' di sangue sul piede e uno sfregio sulla mano sinistra che ora sta lì a ricordarmi il senso di impotenza provato davanti alla corrente del mare. La tavola è intatta. E fu così che la surfista sgallettata venne ridimensionata dal mare.

 

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INTO THE WILD

12 giorni tra Murta Maria, Coluccia, Porto Pollo e Rena Majore. Avevo 15 giorni di ferie, ma ho scelto di farne solo 12 in Sardegna perché francamente non sapevo se avrei resistito a dormire in macchina così a lungo. Complessivamente ci ho dormito 9 notti. Per tre notti infatti sono uscita con amici lacustri in trasferta a Coluccia per il ponte del 2 giugno; ho dormito per terra in casa loro con il materasso della Micra. La doccia l'ho fatta sempre... tranne una sera; infatti quel giorno dopo il surf da onda, il tramonto in spiaggia con amici, l'aperitivo, la pizza...non era più possibile trovare una doccia. Ho dormito insabbiata e salata, ma oramai lo spirito selvaggio era dentro di me e quasi quasi mi è piaciuto. Vivere così le ferie vuol dire però essere organizzati. Non puoi perdere le cose nella macchina, non puoi cambiar loro di posto, non puoi buttar dentro alla selvaggia quello che tiri fuori. Dopo due ore dall'arrivo, la sabbia prende il sopravvento in ogni angolo della macchina, quindi non si può avere l'igiene e la pulizia di casa...lascia perdere, sorridi e goditi i granelli di sabbia nel materasso la notte. Spesso capita di dormire in compagnia....di zanzare. Rinuncia a prenderle o passerai la notte in bianco. Dopo l'uscita in surf da onda, la macchina, oltre che di vele bagnate, inizia a profumare anche di paraffina. Inoltre può capitare che la torcia, legata a un cordino che penzola dal tetto, si sganci nel mezzo della notte colpendoti in testa. Non ci sono i ladri! E' la torcia....dormi! Non puoi dormire fino a quando ti pare: il sole sale alle 6, la luce entra da ogni tendina infame low cost. Non puoi poltrire  fino alle 9, perché dopo due ore di sole mattutino, la macchina dentro comincia a scaldarsi. Scendi, tuffati in acqua e rinfrescati. E soprattutto....non puoi andare a fare i tuoi bisogni fisiologici al tuo solito orario. Il bagno lo trovi quando ti capita di andare in un bar o di fare la doccia in casa di qualcuno, quindi ti devi allenare a cambiare abitudini...anche perché nei cespugli ci sono gli insetti.

 

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Però... ti senti di niente e di nessuno, senza radici, senza legami. Per qualcuno questa sensazione può sembrare spiacevole, per me era una boccata d'aria. In molti mi hanno detto che poteva essere pericoloso per una ragazza dormire da sola in giro per i parcheggi e per le spiagge. Io forse ingenuamente confidavo molto nella solidarietà surfistica e nello spirito di aggregazione di chi ha la mia stessa passione per il windsurf...ed è stato così. Se era pericoloso, mi è andata bene! Di fatto le emozioni di questo stile di vita sono state tante: mi sono accampata su un promontorio al tramonto con una vista perdifiato sulla baia dei delfini; ho visto il sole sorgere da oltre l'isola dei gabbiani e puntarmi dritto contro un occhio chiuso passando da un'insenatura tra le tendine; mi sono addormentata cullata dal ponente imperioso; il cane della scuola di surf della Coluccia mi ha fatto da guardia dormendo sotto la mia portiera e abbaiando ad ogni passaggio di mucca; ho fatto colazione con la mia tazza di latte e cereali seduta sul cofano a picco su Costa Calma; ho visto una tartaruga che lentamente si incamminava per la spiaggia mentre mi aggiravo alla ricerca di un cespuglio per fare pipi; mentre aprivo il letto alla sera, guardavo le stelle ed erano così avvolgenti... L'emozione più insolita l'ho provata una mattina all'alba: ho aperto gli occhi, ero sdraiata sul fianco e avevo ficcato la testa tra il cuscino e la vela (forse per cercare un po' di buio). La prima cosa che ho visto sono state le mie vele e il boma, "sdraiati" lì accanto a me. Ho allungato una mano...quasi abbracciandole... ho provato un sentimento di simpatia e  affetto per le mie "bimbe". Ho sorriso...non si può essere così sentimentali!!

 

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I lati vantaggiosi più pratici e meno emotivi di questo stile di vita invece sono stati la libertà di movimento e di decisione. Cambiano le previsioni? Pronti...si sale in macchina e si parte. Sei stanco e non ti va di guidare? Dormi lì. Hai bevuto? Dormi lì. Ti vuoi cambiare perché il costume non è più un abbigliamento adatto all'occasione...pronti...e dal baule te ne esci con tacchi e vestito. La serata dancing si trasforma in  una festa in spiaggia? Ecco l'asciugamano e le infradito! Hai fame alle 3 del pomeriggio? Metti su l'acqua per la pasta. Hai surfato, sei stanco e vorresti dormire all'ombra? Apri il letto e apri due finestrini per far un po' di corrente.

 

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Svantaggi? Un giorno ha piovuto. Era uno dei giorni in cui c'erano i miei amici, quindi ho dormito in casa, ma penso che la sabbia mescolata alla pioggia avrebbe altrimenti reso la macchina una palude insalubre. Quando sei stanco per di più non puoi buttar lì tutto alla selvaggia, se no non entri più in macchina. Devi essere ordinata anche se stanca. Mettere tutto al proprio posto alle volte richiede energia fisica. Per fortuna la stanchezza da surf è sempre euforica, così comunque vai avanti e fai tutto sorridendo. In quanto donna non ho rinunciato a nessuna delle mie abitudini: mi sono rifatta lo smalto contro il paraurti, truccata nello specchietto retrovisore per le serate, ecc. Per il resto, non so. Credo di essermi trovata così a mio agio a piedi nudi per 12 giorni, da non aver notato altre difficoltà evidenti. La cosa più squallida che sono arrivata a fare è stata risciacquare lo spazzolino nell'acqua di mare (avevo finito l'acqua delle bottiglie proprio alla fine della pulizia denti), per cui direi che è un esperienza tollerabile.

Una cosa è certa. Lontana dalle comodità per un po' ho ritrovato il valore di molte cose. Una mattina di quelle in cui mi sono alzata dopo aver dormito in casi di amici, non c'era acqua dai rubinetti per via di un guasto dovuto al temporale. Ero in bagno sul lavandino che mi lavavo i denti con la mia solita bottiglia di acqua presa alla fontana del paese e ho pensato: "Certo..che culo! Per una volta che ho la fortuna di usare un bagno serio...non c'è acqua. ....Si,  ma vuoi mettere avere il lavandino? Non ti bagni, non ti sporchi, e poi c'è il tetto (e fuori pioviggina). Inoltre hai la privacy!". Insomma, stavo apprezzando comunque la fortuna di avere una cosa che, normalmente a casa mia, non mi sono mai resa conto di quanto fosse utile.

SORRISI

Osso voleva fare una vacanza in assoluto relax. Sul traghetto mi dice "il mio ideale è arrivare al camping, posizionarmi, attaccare il camper alla corrente, armare tutte le vele e uscire in surf direttamente dalla piazzola; alla sera voglio cucinare il pesce". Perfetto....le nostre strade si divideranno presto. Alla fine sorrido se penso che mi ha seguita per soli due giorni e l'ho contagiato con il mio desiderio di adventure. Non ha mai toccato il campeggio, ha scroccato anche lui le docce in giro, ha fatto anche lui la scorciatoia sterrata per andare a Rena Majore, e ha ritrovato lo spazzolino da denti, disperso nel camper, dopo 4 giorni di viaggio. Lo incrocio una sera a San Pasquale e rido notando che il suo camperino è tutto infangato e polveroso...della serie overland! Grande Ox!

 

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Arrivo a Murta, sto per entrare in acqua con l'attrezzatura in mano e mi distraggo mentre guardo la raffica che si avvicina. Sento un bestemmione con l'accento trentino....Mi giro e chi trovo? Manuel MB. Avevo dimenticato che sarebbe arrivato per il ponte del 2 giugno! ...ma che sorrisi e che emozione ritrovare i Parassiti in terra straniera.

...e poi tutta la gente che ho conosciuto o reincontrato. Di alcuni non mi ricordo il nome. O forse non me l'hanno mai detto. Gente alla quale mi sono affiancata per dormire, gente che mi ha offerto una doccia, gente che mi ha consigliato gli spot in cui entrava vento, gente che aveva dovuto scegliere come me la macchina piccola per fare una vacanza, gente che mi ha autografato la portiera della Micra bozzandola con una sportellata, gente che vive là e che incontro sempre ogni volta che vado.

 

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PAGINE DAL MIO DIARIO

Oggi sono nervosa. Porto Pollo è un porcaio di gente, il vento non entra bene ed è rafficato, il chop è mostruoso e gli scogli dell'isola dei gabbiani sono sempre in agguato...e non sto planando! Mi girano! Non tolgo neanche la muta, disarmo, carico tutto e mi fiondo alla Coluccia. C'è il contest di freestyle, ma uno spazio fuori dal campo di regata lo trovo per surfare. Armo di nuovo e velocemente. Entro in acqua e subito scorro via veloce...e sento i muscoli del collo e delle spalle detendersi. L'acqua scorre veloce sotto di me; il colore blu del mare mi entra dentro. Mi rilasso e al primo tuffo in acqua il nervoso è completamente passato.

La sera del 2 giugno è l'unica sera che passo da sola. Alcuni sono appena partiti, altri sono appena arrivati... in ogni caso stasera ho voglia di me. A Porto Pollo il parcheggio è sempre pieno e il sole ogni sera si nasconde dietro la coluccia. Passo in spiaggia il dopocena al crepuscolo...io e il vento. Guardo i colori intensi della Sardegna, la mia pelle bruciata dal sole, il cielo pieno di nuvoloni grigi e bianchi; i capelli mi vanno in parte sugli occhi per il vento dall'ovest. Metto il cappuccio e mi sdraio a guardare il cielo. Quante cose che si pensano in momenti come questi... Accanto alla Micra c'è un furgone di due surfisti austriaci, saranno i miei vicini di casa stanotte, ma stasera non trovano molto spazio le pubbliche relazioni. Sono di poche parole e mi chiudo in "casa". Da sdraiata la Micra ora mi sembra enorme, quasi una stanza vera e propria. Appiccico le tendine ai finestrini, tutte tranne una...quella del finestrino a ovest, per far entrare ancora un po' la luce rosa e arancione del crepuscolo. Mi sdraio con il mio fedele amico Ipod. Il sound ideale è Tracy Chapman. I pensieri si spengono, il mondo è chiuso fuori, non ho voglia di leggere, di scrivere, di riflettere...va bene così, va bene il nulla. Sugli interni della Micra si riflettono le ombre della sera...il ponente si fa più forte..inizia a far dondolare la macchina. Mi addormento così, cullata dal vento, come nei sogni migliori.

L'ultima sera, il 3 giugno, devo farlo... devo assolutamente salutare il sole dall'osservatorio di Porto Rafael. Io e il mio amico surfista local, acquariano come me, corriamo su per i gradini che portano ripidi alla meta....manca troppo poco al tramonto...forse non arriviamo in tempo! E invece, con il fiato corto...si apre uno spazio infinito a 360 gradi, con un cielo rosa e azzurro indimenticabile...e uno spicchio dell'ultimo sole sardo oltre l'isola dei gabbiani. Lo sguardo si perde... il sorriso risalta sulla pelle abbronzata e i capelli sono spazzolati dal vento forte. Un grazie per avermi portata qua su...appena in tempo!

[...] Ovviamente ometto gran parte dei fatti miei personali e delle emozioni più intime. Ma devo dire che se doveva essere una vacanza rilassante e disintossicante...non lo è stata. Inaspettatamente invece è stata piena di spunti riflessivi, di surf, di vento e di sorrisi, di euforia e di contatto con la natura e con la parte di me che troppo spesso dimentico, quella selvaggia.

 

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LEZIONI DI VITA

1. Mai lavarsi i denti guardando il mare contro vento...succede un pasticcio con la "pasta del capitano" sulla maglietta.

2. Da piccola mi hanno detto "Non dare confidenza agli estranei"...confidenza no, ma una doccia veloce a scrocco si può fare, suvvia.

3. Contro la corrente del mare non ci sono bracciate che tengano.

4. Impossibile fare la pasta con il fornellino a gas se fa scirocco.

5. Non chiedere a Eugenio di tenere ferma la tavola mentre la lego sul tetto durante una bufera di vento.

6. Gli scogli sono duri, taglienti e scivolosi.

7. Se vuoi aiutare un amico a chiudere finalmente il vulkan, basta dirgli "lascia perdere dai, non vedi che non ce la puoi fare!? Al limite prova il 360 carving!".

RITORNO

Sono servite 3 ore e mezza per tornare a casa in macchina. Mi aspettavano sulla porta di casa il cielo coperto, 10 gradi in meno di temperatura, il funerale di un parente. Rientro da depressione, ritorno forzato alla vita reale.

15 sono stati i giorni necessari per tornare a casa anche con la testa oltre che con il corpo! Da certi stili di vita forse non si torna più in dietro.

 

GUARANTEED / GARANTITO

Lyrics/ Music: Ed Vedde - Soundtrack da  "Into the wild"

Inginocchiato non c'è modo di essere libero

Sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente

Che tutte le mie destinazioni accettino quella che sono io

Così posso respirare...

Cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero

Per metà delle loro vite dicono buonanotte a mogli che non conosceranno mai

Ho una mente piena di domande ed un insegnante nella mia anima

Così va la vita...

Non avvicinarti di più o dovrò andarmene

Certi posti mi attraggono come la gravità

Se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa

Saresti tu...

Tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato

Pensano a me e al mio girovagare, ma io non sono mai quello che pensavano

Ho la mia indignazione, ma sono puro in tutti i mei pensieri

Sono vivo...

Vento tra i miei capelli, mi sento parte di ovunque

Sotto il mio essere c'è una strada che è scomparsa

A notte fonda sento gli alberi, stanno cantando con i morti

Sopra di me...

Lascia che mi occupi io di trovare un modo di essere

Considerami un satellite, in orbita per sempre

Conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano

Garantito.

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Hookipa