Cominciamo col dire che sia il windsurf che il kite surf sono considerati imbarcazioni secondo l'art. 27 del codice della navigazione e quindi è sottoposto alle regole generali della navigazione a vela e a quelle imposte dalle varie capitanerie di porto locali.
Per comprendere le norme è necessario introdurre alcuni concetti base ed un po' di terminologia:
- rotta: direzione in cui si procede
- sinistra: sinistra
- dritta: destra
- prua: parte anteriore dell'imbarcazione
- poppa: parte posteriore dell'imbarcazione
- abbordaggio: collisione
- mure a sinistra: quando, con la schiena rivolta sopravento, si avanza con il lato sinistro del corpo verso prua
- mure a dritta: quando, con la schiena rivolta sopravento, si avanza con il lato destro del corpo verso prua
- pescaggio: profondità dello scafo sotto la linea di galleggiamento
Arriviamo quindi alle norme generali: l'imbarcazione a vela ha diritto di precedenza su quelle a motore tranne quando quella a vela ha rotta raggiungente (= imbarcazione che inseguendo a velocità maggiore, è in procinto di raggiungere l'atra), quando incrocia una nave che non governa o in difficoltà o unità addette al servizio di pronto soccorso, di ordine pubblico e di vigilanza o alle unità effettuanti trasporto di passeggeri, impegnate nella navigazione lungo le proprie rotte (leggi traghetti).
Quando si incontrano 2 imbarcazioni a vela, le precedenze sono:
La barca che naviga con le mure a sinistra, cioè che riceve il vento dal lato sinistro, deve lasciare libera la rotta alla barca che riceve il vento dal lato destro, cioè che naviga con le mure a dritta.
Nel dubbio, si deve passare di poppa all'altra imbarcazione e non di prua e quando si sorpassa lo si dovrebbe fare sottovento e mantenendo la distanza di sicurezza.
Prima di effettuare un cambio di mura (virata o strambata) occorre accertarsi che la via sia libera per evitare abbordaggi.
Queste sono le regole universali della navigazione, ma non prescindono dal buon senso e da una attenta analisi della situazione! Con il windsurf meglio quindi lasciare strada alle imbarcazioni a motore dalla grossa stazza, vista la differenza di velocità e di agilità!
Nelle onde poi esistono leggi non scritte ma riconosciute in tutto il mondo!!
Facciamo prima una breve introduzione sulla terminologia del wave riding:
on-shore: letteralmente "verso la costa", significa che il vento soffia nella stessa direzione in cui si propagano le onde (come potete notare non parlo dell'angolo fra spiaggia e vento, ma fra onda e vento!!). Queste condizioni sono le più frequenti, specie in Europa, dove il moto ondoso è locale è formato dal vento stesso.
Cross-on: è la situazione limite delle condizioni on-shore, cioè quando vento e onda sono esattamente allineati e le onde sono perfettamente parallele alla spiaggia. Questa condizione non è adatta né a surfare né a saltare
Off-Shore: "verso il largo", il vento soffia in direzione opposta a quella di avanzamento delle onde. In queste condizioni le onde sono tenute "su" dal vento, per cui di solito sono ripide e lisce: non sono adatte per saltare, ma ottime per surfare.
Side-Shore: il vento soffia parallelo alla pancia dell'onda; sono le condizioni migliori per surfare e per saltare, quelle che tutti cerchiamo!
Esistono poi le condizioni intermedie che vengono chiamate side-on e side-off.
Le andature nel surfare l'onda vengono definite:
- frontside: è la vera surfata! Si scende l'onda al lasco, rivolti verso la pancia dell'onda con la vela interposta fra noi e l'onda! Le condizioni migliori sono side-shore o meglio ancora side-off
- backside: si esegue all'orza, scendendo la parete dell'onda di traverso-bolina con la schiena rivolta all'onda. Si esegue in condizioni on-shore, nelle quali non si riesce a raggiungere in front l'onda senza superare l'andatura di poppa.
Elenchiamo quindi le regole da seguire:
- Il primo che cavalca l'onda (colui che è più vicino al picco del frangente) ha la precedenza e quindi gli altri devono lasciargli spazio
- I surfer senza vela hanno precedenza
- Non scavalcare un'onda da dietro a tutta velocità se non si è assolutamente sicuri che davanti non ci sia nessuno!! Da dietro è spesso difficile capire la vera altezza dell'onda e potrebbe esserci qualcuno caduto o un surfista.
- Chi esce verso il largo ha la precedenza su chi entra surfando l'onda. In condizioni on-shore si deve lasciare posto sottovento, dove chi esce spesso scappa per non venir mangiato dall'onda in arrivo.
Finisco con una breve nota sui kite: la navigazione con il kite è molto pericolosa per le altre imbarcazioni. Un kite ha una zona di pericolo con un diametro di circa 100 metri (basti pensare a quanto una raffica di vento lo può far scarrocciare ed alla lunghezza dei cavi), cosa che rende giocoforza rischiosa (per sé e per gli altri) la sua pratica in specchi d'acqua chiusi, ristretti e affollati come ad esempio i nostri laghi.
Lucio